AGRITURISMO "PODERE CANTAGALLO"

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Eventi di Cortona
Fiera di Santa Margherita
Questa fiera di merci varie in onore della Santa patrona, si svolge nel piazzale di Santa Margherita il 22 del mese di Febbraio.
Fiera di Settembre
Questa fiera di merci varie si svolge nella frazione di Comucia il 18 del mese di Settembre e conta ben 240 espositori.
Fiera nazionale del rame lavorato
Questa fiera, insieme a una Mostra mercato di fiori e piante ornamentali, si svolge in piazza Signorelli alla fine del mese di Aprile e dura due giorni.
Giostra dell’archidado 
Nel giorno di Pentecoste i cinque quartieri cittadini si sfidano a una gara di balestra dove il bersaglio è un “dado”, un cubo di 15 cm di lato, diviso in settori con diverso punteggio.
Mercatino dei ragazzi
Questo mercatino a scopo benefico si svolge verso la metà del mese di Maggio e vi si possono fare degli ottimi acquisti.

 

 

Percorso Paleontologico "Don Sante Felici"(Farneta)


ingresso su prenotazione tel. n. 0575 637235

Tempo di Percorrenza: 1 ora e 40 minuti
Lunghezza: 5,2 Km
Altitudine: max 323 m. s.l.m. - min 264 m. s.l.m.
Dislivello: 57 m
Difficoltà: bassa (percorribile anche dai bambini ed in Mountain bike)

 

 

CHIESA S.GIUSTO - FRATTICCIOLA

 

Si trova ad 11,7 chilometri da Cortona ed a m. 230 s.l.m.; se ne ha notizia sin dal 1431.S. Niccolo al Cerreto, sulla sinistra dell'Esse, anteriore al 1400, le fu annessa verso la fine del sec. XVIII, quando venne soppressa.Nel sec. XV era di collezione del Vescovo, della S. Sede e del popolo. Questo, nell'ultimo periodo, non potendo ricostruirla per mancanza di denaro, la cede alla famiglia Celli di Cortona dalla quale passò ai Padri Serviti e ad altri.La chiesa attuale, di m. 14.30 x 7, è stata restaurata l'ultima volta nel 1974.I tre altari neorinascimentali e le colonne sono in pietra.Sull'altare maggiore una tela d'ignoto rappresenta la Madonna, S. Margherita e S. Luigi Gonzaga. Ai lati dell'altare due tele rappresentano rispettivamente S. Francesco a destra, S. Antonio a sinistra.Sulla parete destra una tavola del 1587 rappresenta la Madonna, S. Giusto e S. Antonio. E ignoto l'autore.Interessanti sono il coro in legno intarsiato ed il confessionale del 1697, restaurato più di una volta.Una campana è di Cancian da Venezia, 1797; l'altra, di ignoto, è del 1850.

 

 

MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA -FRATTICCIOLA

Il museo della civiltà contadina di Fratticciola si propone la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed etnografico del mondo agricolo della Valdichiana.

Raccoglie materiale proveniente per lo più dall' associazione Il Carro che, insieme ad altro raccolto nel territorio, testimonia la vita quotidiana delle nostre campagne quale era nelle sue miserie ed epicità fino agli anni Sessanta e oltre. Attrezzi da lavoro, utensili da cucina, strumenti dai nomi quasi dimenticati, ma anche odori e sapori remoti che ci ricordano le nostre radici e sono memoria di una civiltà ai più giovani sconosciuta.

Perché conoscere da dove veniamo, comprendere le tradizioni, anche le più antiquate, è l'unico modo, veramente rivoluzionario, che abbiamo, per restituire dignità alle nostre storie e a quelle dei nostri nonni, per lo più, miseri contadini e mezzadri sotto padrone. Vite chiuse negli argini dei loro campi e forse più vere se, come dice un vecchio proverbio cinese, la verità sta scritta in un chicco di riso.

Un museo della civiltà contadina quindi, più che resuscitare usanze a scopo puramente folclorico o filologico (che già di per sé sono operazioni apprezzabili), è un modo importante per riappropriarci di noi stessi e da qui conoscere gli altri e da qui il mondo e da qui, eventualmente, cambiarlo.

Nel museo sono riportati in vita (con percorsi guidati e ricostruzioni dei lavori di una volta) modi, usi e tradizioni agricole che conservano ancora intatto tutto il fascino di un rapporto “uomo-lavoro-natura”, faticoso e antico come la storia della gente che ha abitato questa terra chianaiolo-cortonese.
E per chi contadino non lo è mai stato e non lo sarà mai si apre la possibilità di conoscere la grandezza di una cultura orale che oggi parla solo attraverso gli strumenti più umili della quotidianità: aratri, brocche, carri, zappe, oggetti di una vita semplice, conservatrice perché immobile come i cicli delle stagioni, la vita autentica della dura terra.

ingresso su prenotazione tel. n. 338 2267762 Albano.

e-mail:apskye@yahoo.it

 

Folklore e Civiltà Contadina

 

 

Il passaggio dal contratto mezzadrile a nuove forme di conduzione della terra, la meccanizzazione agricola, l’avvento della nuova società dei consumi hanno sicuramente mutato le forme di vita locali anche se la tradizione culturale e la memoria della passata civiltà contadina riaffiorano in molti momenti dell’anno. In occasione di feste legate ai lavori agricoli (mietitura, vendemmia) alle stagioni (specialmente l’autunno e l’estate) di ricorrenze religiose (in particolare la pasqua e il natale) o pagane (carnevale), grazie alla presenza di gruppi folkloristici quali la compagnia Il Cilindro o di associazioni di appassionati è facile imbattersi nelle musiche e nei canti popolari, nel vernacolo chianino (di cui insuperabile studioso è stato Don Sante Felici), nella gastronomia tradizionale, nella ricostruzione dei lavori della campagna, nella esposizione di strumenti agricoli. Balli tradizionali sono il trescone, importanti opere in parte musicali e in parte recitate sono il “Sega la vecchia” e il “Bruscello”. Nel mondo del lavoro elemento cardine dell’agricoltura furono i buoi di razza chianina, giganteschi e di colore bianco, che ancora oggi è possibile ammirare, nei momenti di festa, decorati con bardature rosse e aggiogati ai carri variopinti, famosi in tutto il mondo anche per la carne, la chinina. Tale ricchezza in termini di risorse umane integra quella offerta da un paesaggio che nelle linee generali, con i suoi casolari e le colture tradizionali è rimasto immutato ed ha fornito l’idea della costituzione di un museo del territorio, caratterizzato da siti e collezioni rappresentative, itinerari tematici con segnaletica e reperti della civiltà contadina. Nel quadro del percorso ecomuseale il Comune di Cortona, in collaborazione con l’associazione Carro Agricolo, è impegnato nella ultimazione di un centro per la documentazione della civiltà contadina presso la frazione di Fratticiola, mentre ormai da anni sono attivi, durante il mese di luglio, il festival del folklore di Ronzano e, nel mese di ottobre, la festa del carro agricolo a Fratticiola.

 

MOSTRA DEL CARRO AGRICOLO FRATTICCIOLA

 

buoi chianini  Senza nostalgie per una vita terribilmente faticosa e condizionata da credenze e da mezzi tanto limitati, ma con la consapevolezza che comunque rappresentava il nostro ricco passato abbiamo cominciato il nostro lavoro di "ricerca" indicendo la prima edizione della "Mostra del Carro Agricolo": era il 1976 e con l'importante stimolo di Don Italo Castellani, allora parroco di Fratticciola, tutta la frazione faceva festa rivisitando il proprio passato. Le prime mostre erano soprattutto un'esposizione di attrezzi (allora se ne trovavano in abbondanza) divisi con il criterio dell'uso; eravamo importanti noi e non lo spettacolo che riuscivamo ad offrire. Prima della festa facevamo numerose e caotiche riunioni; ognuno doveva apportare il proprio contributo, ognuno doveva tirar fuori dei ricordi, delle idee... e con una certezza: non doveva essere una sagra. Non c'è mai stato un comitato promotore ed essendo una piccola frazione tutte le energie, tutte le capacità, perfino tutti gli spazi, dovevano essere utilizzati. Con gli anni abbiamo sentito la necessità di far evolvere la nostra festa e pur mantenendo certe costanti come l'esposizione dei carri e degli attrezzi (sempre meno numerosi e più difficili da reperire, la spremitura dell'uva, la mostra del corredo... abbiamo deciso di introdurre un tema portante, sempre diverso. Un anno abbiamo sviluppato il tema degli abiti distinti per celo dal 1850 al 1950 e abbiamo vestito alcuni giovani con abiti aristocratici e borghesi per offrire un immediato raffronto;la festa si svolge sempre la seconda domenica di ottobre. Ogni anno il martedì si svolge un dibattito; nel corso degli anni sono stati affrontati numerosi argomenti, dai pesticidi nell'agricoltura, all'agriturismo, ai finanziamenti CEE all'agricoltura.

 Durante la settimana che precede la domenica della festa abbiamo poi sempre "puntato" sul teatro popolare. Il giorno di festa si conclude, tutti gli anni, con il pagliaio che brucia e il ballo. Questa è la nostra Mostra del Carro Agricolo, con un tema diverso ogni anno ma sempre con il solito obiettivo: di non perdere quel mondo legato alla. Civiltà Contadina. I nostri figli non devono correre il rischio di avere solo una buona cultura, tante "cose" a loro disposizione ma di sentirsi delle "frasche" al vento; devono avere la consapevolezza di avere delle radici profonde e ben radicate; devono avere l'orgoglio di farle conoscere, e l'umiltà nel confrontarsi e nell'accettare ciò che di buono c'è nelle altre realtà.. .

 

 

                                                                                    Per maggiori info www.carroagricolo.it

 

SENTIERO DELLA BONIFICA

La pedalata lungo il Canale Maestro della Chiana è un viaggio nel tempo e negli elementi: si pedala nel cuore della civiltà etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalle mani dell’uomo.
La storica opera di bonifica iniziata nel XVI secolo ha trasformato la Val di Chiana in un importante centro agricolo; ancora oggi l’economia locale è fortemente radicata ai prodotti della sua terra dove si pedala sulle strade del formaggio e della frutta, dell’olio, del vino e della chianina. Tra Arezzo e Chiusi molteplici sono le possibilità di entrare in sintonia col cuore di una terra tutta da vivere, nel segno della storia e dell’arte lungo la storica via d’acqua, lasciandosi tentare dalle eccellenze di un territorio che, al di là delle etichette, profuma di autenticità.
Il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana che unisce Arezzo con Chiusi è un percorso di circa 62 km attrezzato e protetto per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e particolarmente adatto ad un turismo sportivo familiare.

Viaggiare lentamente lungo il Canale Maestro della Chiana in terra di Siena e d’Arezzo vuol dire scoprire la natura di una terra che l’ingegno umano ha sottratto all’acqua. E non solo. Nella grande valle affondano le radici magiche della civiltà etrusca.
La Val di Chiana è una terra in movimento e l’opera secolare di risanamento è il simbolo di una continua trasformazione.
L’opera di bonifica del territorio ha visto coinvolti ingegneri, matematici, idraulici, cartografi, agronomi e architetti: da Leonardo da Vinci all’aretino Vittorio Fossombroni, tecnico illuminato che vi ha lavorato per oltre 50 anni fino alla sua morte avvenuta nel 1844. Il Canale Maestro della Chiana rappresenta un’opera di ingegneria idraulica storica che ancora oggi svolge una importante funzione sul territorio. Anticamente il fiume “Clanis” confluiva, tramite il fiume Paglia, nel Tevere scorrendo verso sud. Intorno all’XI secolo la valle cominciò a impaludarsi a causa del lento sollevarsi dei terreni nella zona di Chiusi per movimenti tettonici e deposito di materiali erosivi. Il fiume “Clanis” non riusciva a defluire regolarmente verso il Tevere allagando la valle per ben cinque secoli. L’intervento iniziale dei Medici e successivamente degli Asburgo - Lorena divenuti Granduchi di Toscana iniziò il processo di trasformazione della valle. Con l’opera di bonifica e la realizzazione del Canale Maestro, attraverso colmate, ponti canali, gallerie, chiaviche e chiuse il corso dell’acqua ha cambiato direzione e procede verso nord per confluire nell’Arno. Il risultato, dopo secoli di palude, è una tra le valli più fertili della nostra penisola: 185 kmq di estensione di cui 80 sottratti all’acqua e difesi da 630 km di arginature.
Si pedala su un tracciato nobile disegnato dall’uomo e madre natura in perfetta sintonia. Il tempo è la chiave di lettura di questa strada per cicloturisti, nel senso di riscoperta della lentezza e nel senso di viaggio in un passato lontano e misterioso nel segno della civiltà etrusca. Si viaggia in un presente tutto da scoprire sulle tracce di un affascinante passato lungo un percorso che inizia a Chiusi nel labirinto di Porsenna, il re etrusco che osò sfidare Roma sconfiggendola, fino alla Chimera di Arezzo, celebre bronzo del IV scolo a.C. (conservato nel Museo Archeologico di Firenze). Il viaggio etrusco passa attraverso, leggende e misteri, mura millenarie e necropoli come quelle di Cortona e Castiglion Fiorentino, luoghi dove è facile sprofondare negli intriganti interrogativi che accompagnano la conoscenza di un popolo che già molti secoli prima di Cristo si esprimeva nel segno della modernità, oltre il tempo. Tracce “vive” dell’antica Curtun etrusca sono visibili nella Tabula Cortonensis, risalente al III-II secolo a. C.; la Tabula costituisce uno dei documenti più importanti della civiltà etrusca: si tratta di un contratto che attesta la vendita di terreni tra famiglie del territorio cortonese a testimonianza della intensa attività agricola e commerciale dell’epoca. Imponenti blocchi di pietra arenaria sono ancora visibili nelle mura di Castiglion Fiorentino, altra capitale etrusca e tappa importante di questo viaggio.
Storia dunque, ma anche natura in questa Toscana di confine dove gli specchi d’acqua dei laghi di Chiusi e Montepulciano, ricchi di flora e fauna, censiti dal C.N.R. come importanti biotopi rappresentano oasi di grande interesse per cicloturisti appassionati di birdwatching.

Per informazioni: www.sentierodellabonifica.it


 

 

 

 

 

 

Agriturismo"Fattoria Cantagallo"

di Elio Capecchi

Ronzano 67,

Loc. Fratticciola

52044 CORTONA (AR)

Partita Iva 00912640513

Tel. 0575/601188   cell:333/9944438

  Home  0039 0575/601188  Mobile  0039 333/9944438

agriturismo at fattoriacantagallo dot com