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Folklore e Civiltà Contadina
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Il
passaggio dal contratto mezzadrile a nuove forme di conduzione della
terra, la meccanizzazione agricola, l’avvento della nuova società dei
consumi hanno sicuramente mutato le forme di vita locali anche se la
tradizione culturale e la memoria della passata civiltà contadina
riaffiorano in molti momenti dell’anno. In occasione di feste legate
ai lavori agricoli (mietitura, vendemmia) alle stagioni (specialmente
l’autunno e l’estate) di ricorrenze religiose (in particolare la
pasqua e il natale) o pagane (carnevale), grazie alla presenza di gruppi
folkloristici quali la compagnia Il Cilindro o di associazioni di
appassionati è facile imbattersi nelle musiche e nei canti popolari,
nel vernacolo chianino (di cui insuperabile studioso è stato Don Sante
Felici), nella gastronomia tradizionale, nella ricostruzione dei lavori
della campagna, nella esposizione di strumenti agricoli. Balli
tradizionali sono il trescone, importanti opere in parte musicali e in
parte recitate sono il “Sega la vecchia” e il “Bruscello”. Nel
mondo del lavoro elemento cardine dell’agricoltura furono i buoi di
razza chianina, giganteschi e di colore bianco, che ancora oggi è
possibile ammirare, nei momenti di festa, decorati con bardature rosse e
aggiogati ai carri variopinti, famosi in tutto il mondo anche per la
carne, la chinina. Tale ricchezza in termini di risorse umane integra
quella offerta da un paesaggio che nelle linee generali, con i suoi
casolari e le colture tradizionali è rimasto immutato ed ha fornito
l’idea della costituzione di un museo del territorio, caratterizzato
da siti e collezioni rappresentative, itinerari tematici con segnaletica
e reperti della civiltà contadina. Nel quadro del percorso ecomuseale
il Comune di Cortona, in collaborazione con l’associazione Carro
Agricolo, è impegnato nella ultimazione di un centro per la
documentazione della civiltà contadina presso la frazione di
Fratticiola, mentre ormai da anni sono attivi, durante il mese di
luglio, il festival del folklore di Ronzano e, nel mese di ottobre, la
festa del carro agricolo a Fratticiola.
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MOSTRA DEL CARRO AGRICOLO
FRATTICCIOLA
Senza nostalgie per una
vita terribilmente faticosa e condizionata da credenze e da mezzi tanto
limitati, ma con la consapevolezza che comunque rappresentava il nostro ricco
passato abbiamo cominciato il nostro lavoro di "ricerca" indicendo la
prima edizione della "Mostra del Carro Agricolo": era il 1976 e con
l'importante stimolo di Don Italo Castellani, allora parroco di Fratticciola,
tutta la frazione faceva festa rivisitando il proprio passato. Le prime mostre
erano soprattutto un'esposizione di attrezzi (allora se ne trovavano in
abbondanza) divisi con il criterio dell'uso; eravamo importanti noi e non lo
spettacolo che riuscivamo ad offrire. Prima della festa facevamo numerose e
caotiche riunioni; ognuno doveva apportare il proprio contributo, ognuno doveva
tirar fuori dei ricordi, delle idee... e con una certezza: non doveva essere una
sagra. Non c'è mai stato un comitato promotore ed essendo una piccola frazione
tutte le energie, tutte le capacità, perfino tutti gli spazi, dovevano essere
utilizzati. Con gli anni abbiamo sentito la necessità di far evolvere la nostra
festa e pur mantenendo certe costanti come l'esposizione dei carri e degli
attrezzi (sempre meno numerosi e più difficili da reperire, la spremitura
dell'uva, la mostra del corredo... abbiamo deciso di introdurre un tema
portante, sempre diverso. Un anno abbiamo sviluppato il tema degli abiti
distinti per celo dal 1850 al 1950 e abbiamo vestito alcuni giovani con abiti
aristocratici e borghesi per offrire un immediato raffronto;la festa si svolge
sempre la seconda domenica di ottobre. Ogni anno il martedì si svolge un
dibattito; nel corso degli anni sono stati affrontati numerosi argomenti, dai
pesticidi nell'agricoltura, all'agriturismo, ai finanziamenti CEE
all'agricoltura.
Durante
la settimana che precede la domenica della festa abbiamo poi sempre
"puntato" sul teatro popolare. Il giorno di festa si conclude, tutti
gli anni, con il pagliaio che brucia e il ballo. Questa è la nostra Mostra del
Carro Agricolo, con un tema diverso ogni anno ma sempre con il solito obiettivo:
di non perdere quel mondo legato alla. Civiltà Contadina. I nostri figli non
devono correre il rischio di avere solo una buona cultura, tante
"cose" a loro disposizione ma di sentirsi delle "frasche" al
vento; devono avere la consapevolezza di avere delle radici profonde e ben
radicate; devono avere l'orgoglio di farle conoscere, e l'umiltà nel
confrontarsi e nell'accettare ciò che di buono c'è nelle altre realtà.. .
Per maggiori info www.carroagricolo.it
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