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IL FARRO
Il
farro è un cereale;
si divide in varie specie: triticum monococcum, triticum
dicoccum, triticum spelta. Tali suddivisioni dipendono dalla forma della
spiga, dal colore della farina, dalle glumelle, dalla cariosside.
C'è il Farro
nudo, il farro vestito, il farro tenero ed il farro duro.
Nella più remota
antichità era il cereale più coltivato e soprattutto la qualità del
Triticum durum dicoccum. Ad esso si riferisce lo Zea di Teofrasto, di
dioscoride, di Galeno.
La sua
coltivazione risale alle epoche più antiche degli Egiziani poi alle
stirpi del Mediterraneo. Cariossidi di Triticum dicoccum sono state
trovate in alcune tombe dell'antico Egitto di epoca precedente il periodo
dinastico, in avanzi dell'età della pietra a Worms in Germania e ad
Aquileia in Italia all'età del bronzo.
Tra le
suppellettili varie in dotazione alla tomba della Biga etrusca del VI sec.
a.C. rinvenuta a Monteleone di Spoleto vi era anche una ciotola con
cerali, naturalmente carbonizzato dal tempo; è molto probabile che si sia
trattato proprio di Farro. La letteratura più antica orientale, greca e
biblica, parla frequentemente di farro come di un nutrimento abituale e
come materia di offerta preziosa da presentare alle divinità.
Il Farro era il
nucleo principale del "Puls" (minestra di cereali bolliti) per i
Greci e per i Romani che ne facevano grande uso. Lo storico Plinio parla
di parecchie qualità di farro. Secondo la legge delle XII Tavole per
l'alimentazione di un prigioniero di doveva provvedere ogni giorno una
libra di farro.
Come tra i Greci
così tra i Romani il farro aveva vari usi sacrali.
Nell'antico diritto romano vigeva il rito matrimoniale della
"Confarreazione" che consacrava il passaggio della donna nella
famiglia del marito (conventus in manus) ; era una forma solenne riservata
alla gente patrizia e consisteva nell'offrire una Focaccia di Farro agli
sposi.
Da sesto e quinto
secolo prima di Cristo fa la sua comparsa nell'area del Mediterraneo il
grano, tenero e duro e va diminuendo l'uso del Farro che rimane, tuttavia,
parte integrante del vettovagliamento dell'esercito romano e della gente
di campagna. La sua coltivazione permane in zone limitate, in aree di
montagna con terreni freddi e calcarei.
Per
l'abbondanza dell'uso del farro in passato sono rimasti alcuni termini di
linguaggio: "farina " (da farro) "sfarrare" (macinare
come si macina il farro).
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